Gestire la difficoltà a camminare negli anziani

Scritto da il 01/07/2013 in Benessere - Un commento

Con il passare degli anni, la difficoltà a camminare negli anziani può farsi sentire più del solito. A volte può arrivare perfino a impedire o influenzare significativamente le normali mansioni quotidiane. Chi non sogna un fisico elastico e forte in tutte le fasi della vita? Camminare è una delle capacità più necessarie e al tempo stesso più sottovalutate. La questione si scavalca a piè pari quando si è decisamente molto piccoli e si continua a dare per scontata finché i legamenti, le cartilagini, i muscoli non lamentano l’avanzare del tempo.

I disturbi alla deambulazione comportano di norma un rallentamento della velocità di marcia oppure una riduzione della fluidità dei movimenti. Fino a circa 70 anni la velocità di camminata sembra restare stabile nella maggior parte delle persone; si riduce invece progressivamente di circa il 15% ogni dieci anni.

Cosa fare quando la difficoltà a camminare inizia a farsi sentire più del solito? E come prevenire invece il disturbo?

Alcuni studi testimoniano che l’attività fisica è il miglior rimedio e la più efficace prevenzione per i disturbi alla deambulazione negli anziani. Allenare i muscoli e mantenere il fisico attivo permette non solo di alleviare tanti dolori, ma anche di risolvere patologie vere e proprie. Non servono grandi fatiche o esercizi esagerati per rimettersi in forma, la semplice ginnastica dolce per anziani, se fatta con regolarità, può dare grandissimi risultati.

Le passeggiate sono un vero toccasana per la salute: 30 minuti di marcia al giorno sono l’esercizio più efficace per mantenere una mobilità stabile. Chi ha difficoltà a camminare e sta affrontando una prima riabilitazione deve essere istruito da un operatore specializzato per aumentare la velocità nel giro di circa 4 mesi, mentre chi usa dispositivi di assistenza deve essere sempre seguito da un fisioterapista. In entrambi i casi, è bene svolgere l’attività in luoghi sicuri, conosciuti e frequentati anche da altre persone in modo da poter chiedere aiuto in caso di necessità.

Anche gli esercizi di “step” e la salita delle scale sono utilissimi sia in una fase di riabilitazione, sia durante la prevenzione dei problemi di mobilità. Possono essere affrontati con pesi ad hoc sulle caviglie per rafforzare il quadricipite o con attrezzi specifici per allenare la distensione del ginocchio. I soggetti più fragili iniziano solitamente con pesi poco impegnativi, ma si consiglia di aumentare il carico ogni settimana per migliorare gradualmente il livello di forza.

È comunque importante ricordare che il solo esercizio fisico non è sufficiente per migliorare la salute di una persona. E questo a qualsiasi età. Camminate, ginnastica, movimento e attività devono sempre e comunque essere abbinare a una corretta e sana alimentazione. Aiutando il fisico il fisico in modo completo si tutela anche la sanità mentale e il buon umore, entrambi elementi essenziali per vivere bene il periodo più che naturale dell’invecchiamento.

Per approfondire l’argomento, la Croce Rossa Svizzera ha reso disponibile l’opuscolo informativo «Rimanere “in gamba” a lungo». È possibile consultarlo on line e scaricarlo gratuitamente cliccando qui.

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Un commento

  1. Andrea Butkovic 22/08/2017 alle 09:55 · Rispondi

    Complimenti per l’articolo! L’attività fisica, anche in età anziana, è il miglior rimedio a tutto! In alcuni casi le persone anziane possono avere problemi di deambulazione e anche fare una camminata può diventare un problema. Per questo ho consigliato a mia nonna e a mio padre l’utilizzo di un bastone. Il loro problema principale era la sicurezza: non si fidavano a uscire di casa senza un appoggio. Mio padre ne usa uno normale, classico, mentre mia nonna ne usa uno con il treppiede. Qui ho trovato un ottimo articolo: https://www.safecare24.com/bastoni-passeggio-anziani/

    Grazie mille e buone cose!

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